
Venerdì 1° marzo 2019 a Ecoarea si parlerà di “rischi e benefici delle alberature urbane”. Il convegno, organizzato da Anthea Futura, in collaborazione con Life Urban Green e col patrocinio degli Ordini dei dottori agronomi e forestali delle province di Forlì-Cesena e Rimini, avrà luogo dalle 9 alle 13 presso la Sala Meeting della originale eco-location, ubicata al 39 di via Rigardara (a Cerasolo Ausa). Come testimoniato dalla varietà di competenze dei relatori che si alterneranno al microfono, l’assise affronterà il tema sotto dispetti aspetti. Un’ottica trasversale necessaria per un argomento così sentito dalla popolazione cittadina, come si evince dalla nota di presentazione: “Parlare di alberature urbane significa parlare di ecosistema, di comfort, di sicurezza, di figurabilità: in due parole di qualità urbana. Chi lavora in questo ambito sa che ci sono azioni dirette e indirette che interagiscono e vincolano la corretta gestione del patrimonio arboreo, non sempre percepito come infrastruttura che garantisce vivibilità e senso di appartenenza.”
Programma:
Introduzione: Andrea Succi, Amministratore Unico Anthea
Cambiamenti climatici e resilienza urbana: soluzioni basate sulla natura
Teodoro Georgiadis
Controlli stabilità e limiti di bilancio. La tutela della sicurezza e le linee guida per il Tree Risk Management
Roberto Diolaiti
Grandi alberi in piccoli viali: una difficile eredità del passato
Francesco Messina
I pini in città: le esperienze di Riccione e la situazione attuale
Giovanni Moretti
Adozione di un diverso approccio agli scavi in prossimità degli alberi nella città di Rimini, prime esperienze
Pierangelo Botteghi
Coffee break
Il progetto LIFE Urbangreen. Verso uno strumento tecnologico innovativo per una gestione più efficiente delle aree verdi urbane Paolo Viskanic
Chi ha paura della comunicazione? Luca Toschi
Alberi: dal valore economico alle richieste dei cittadini Anna Montini
Info relatori Teodoro Georgiadis IBIMET – CNR, Bologna – Roberto Diolaiti Direttore del Settore Ambiente e Verde del Comune di Bologna – Presidente A.I.D.T.P.G. – Francesco Messina Responsabile dell’Ufficio Sistema Arboreo – Cittadino del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale – Giovanni Moretti Responsabile Gestione Territorio – Geat spa – Paolo Viskanic CEO R3-GIS Coordinatore del progetto internazionale Life Urban Green – Pierangelo Botteghi Responsabile Infrastruttura Verde Anthea – Luca Toschi Direttore del Center for Generative Communication e Professore Ordinario di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali all’Università di Firenze – Anna Montini Assessore all’Ambiente del Comune di Rimini.














E’ noto, ma non ancora abbastanza: facciate, rivestimenti e serramenti sono fortemente responsabili dei consumi e delle dispersioni termiche nelle costruzioni. Purtroppo, senza una cultura aggiornata e più diffusa dell’importanza di questi elementi nel bilancio energetico complessivo degli edifici, non sarà facile soddisfare la crescente domanda di costruzioni a minore impatto energetico e ambientale in arrivo dal mercato edile italiano. Lo sa bene SAP Sistemi Srl, di Settima (Piacenza), da decenni punto di convergenza delle più avanzate tecnologie per l’involucro edilizio (serramenti e facciate in primis). La politica dell’azienda emiliana è quella di colmare il gap appena descritto con prodotti e tecnologie evolute: indirizzate al conseguimento di performance energetiche di alto livello, sia nel comparto dell’edilizia residenziale, sia commerciale.
L’azienda emiliana, secondo le prospettive del suo management, arriverà a questi risultati cercando di rivolgere sempre più attenzione all’intero processo di costruzione: dalla progettazione alla posa in opera. Un certo controllo di “filiera” è infatti un fattore determinante quando sono in gioco esigenze di risparmio energetico avanzate: poiché è dal posizionamento integrato delle diverse tessere che il mosaico può risultare perfetto. Ma SAP intende andare oltre: sta infatti ipotizzando progetti edili che vanno al di là dell’autosufficienza, ma possono addirittura funzionare come generatori di energia. Si parla cioè dei nuovi orizzonti dell’architettura energetica che condurranno a concepire sempre più edifici a surplus energetico.







